Angela D'Uffizi: psicologa del lavoro e psicoterapeuta - Roma

 

   

 

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La psicoterapia della Gestalt

La psicoterapia della Gestalt fu elaborata, a partire dagli anni ’50, da Frederich Salomon Perls (1893-1970), psicanalista ebreo nato in Germania ed emigrato in Africa, dove svolse la maggior parte del suo lavoro di psicoanalista, e successivamente negli Stati Uniti.
Si inserisce nel filone della psicologia ad orientamento umanistico ed esistenziale e ne rappresenta uno degli apporti più significativi ed originali. Anche se nata negli Stati Uniti, la psicoterapia della Gestalt ha profonde radici storiche e culturali europee, in particolare nella psicologia della Gestalt e nelle correnti filosofiche dell’Esistenzialismo e della Fenomenologia, e dalla filosofia Zen e il pensiero orientale. L’evoluzione del metodo moderno si deve ad un gruppo di allievi di Perls, tra cui spiccano in particolar modo i coniugi Miriam ed Erving Polster, fondatori del Gestalt Institute and Training Center di San Diego.
In Italia, dalla Gestalt Therapy dei Polster si sviluppa poi la Gestalt Psicosociale, originale elaborazione di Maria Menditto che considera il potere come la capacità di essere presenti a se stessi nella totalità della propria persona e nel contatto con l’ambiente. La persona realizza il proprio potere personale nei livelli possibili dell’esperienza: livello cognitivo verbale, livello immaginativo, livello emotivo, livello sensorio e il livello corporeo

 

 

Le parole chiave della psicoterapia della Gestalt:

  • osservazione fenomenologica: attenzione alla realtà, osservazione dei comportamenti umani e dei fenomeni in generale così come appaiono, senza entrare nel labirinto dell’interpretazione: è una terapia esperienziale, centrata sul principio del vivere l’esperienza nel qui ed ora, piuttosto che sul racconto dell’esperienza passata
  • consapevolezza: è il riconoscimento, sicuro e chiaro, di ciò che si è e di ciò che non si è, . È il riconoscimento di dove finisce l’io e comincia il tu, è essere coscienti di quello che ci sta succedendo nel qui ed ora
  • contatto-ritiro: processo ritmico tra contatto e ritiro che permette alla persona di entrare in relazione con l’esterno mantenendo la percezione di sé e della propria identità
  • relazione figura-sfondo: il soggetto non percepisce passivamente la realtà ma seleziona ciò che vede e sente secondo i suoi bisogni interiori. La nostra storia non è quindi la semplice somma di eventi ma un insieme selezionato di esperienze significative per noi, dette Gestalt, che si organizzano in una figura (aspetti del reale di cui si è consapevoli in un determinato momento) e in uno sfondo (in cui sono relegati gli stimoli che non suscitano in quel momento la nostra attenzione)

 

   

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